Sunday, March 26th, 2017

Dopo il cenone… un po’ di digiuno…

gennaio 8, 2015 by  
Filed under Managing oneself, Primo piano

Vi racconto una esperienza particolare che ho vissuto in queste ferie natalizie. Una sorta di esperimento. Considerando che è la seconda volta che sperimento questa situazione e i risultati sono gli stessi, direi che la tesi è dimostrata. Per il secondo anno consecutivo, non entrando più oramai tutti insieme nella casa di mia suocera, per la nostra discesa nelle terre di origine siamo andati a stare qualche giorno fuori Napoli, nella casa delle vacanze estive della famiglia di mia moglie: S. Agata sui due golfi (il nome proprio per la posizione panoramica strepitosa). Questo posto ha due ingredienti che ho scoperto rilevanti.

E’ sicuramente un posto molto bello: da casa di mia moglie c’è un panorama mozzafiato su Li Galli.

Il secondo elemento è particolare. Non è disponibile nessuna connessione, né dati, né telefonica. In particolare non prende il mio operatore mobile. Non dico qual è perché, vi sembrerà strano, proprio non vorrei che si risolvesse questo problema di copertura.

Ho vissuto per circa 5 giorni cosa accade se non abbiamo una connessione dati e telefonica.

Non voglio dire che “stavamo meglio quando stavamo peggio”. Rientrato a Roma uso e “sfrutto” per bene il mio telefono per le telefonate, ma anche per mandare mail negli spostamenti, per consultare l’agenda e le diverse app utilissime (per i mezzi, le mappe etc.)

Ma voglio commentare qualche giorno di digiuno ogni tanto, fosse anche… solo di dieta.

Cosa mi è accaduto in questi giorni di digiuno? Sono stato… presente! Ho dato con continuità la mia attenzione alle persone che mi stavano intorno e alle attività alle quali mi dedicavo.

Le emozioni che ho vissuto? Serenità, ho assaporato i momenti, ho “contemplato” le persone della mia famiglia, gratificazione…

Cosa è accaduto? Sono stato più creativo, più allegro e maggiormente riflessivo.

Sorry non è la mia tesi del PhD, non troverete una analisi scientifica, solo qualche suggestione da una condizione che ammetterete è un po’ particolare.

Da quanto tempo non vi trovate in questa situazione? Avete ancora la libertà di viverla, fosse anche per mezza giornata? Se l’avete persa, non è forse più preoccupante?

Una volta un coachee mi ha detto: “come mi aiutavano i viaggi per le trasferte, ora che non viaggio non ho quei momenti di continuità, senza continue interruzioni”. Se ricordo bene lo convinsi a crearsi condizioni di viaggio compatibili con le proprie condizioni di lavoro: lavorare ogni tanto anche se per breve tempo in un luogo differente dove potersi concentrare, non rispondere a telefonate o ad altre interruzioni per definiti slot di tempo, preservarsi un tempo per una attività “energizzante”, di ricarica. Ciascuno deve scoprire la propria: per chi è un brainstorming, per chi lo studio di un articolo, per chi una camminata…

Si tratta di preservare momenti di ricarica per un quotidiano in cui spendere le proprie energie.

Ed in particolare momenti in cui essere maggiormente presenti per le persone che amiamo.

In questo weekend, se potete (e lo sapete solo voi), fate un esperimento: spegnete cellulare tablet e tv. Non per tutto il weekend. Solo per ½ giornata. Potrebbero accadere cose strane… potreste vivere momenti di silenzio, riconsiderare cose accadute, i vostri figli potrebbero raccontarvi cose, potreste guardare negli occhi la persona al vostro fianco,  potrebbe spuntare un gioco da tavola o ritrovarvi a divertirvi e godervi alla grande la vostra ordinarietà!

Da parte mia, dopo questo digiuno, proverò a fare un po’ di dieta…

Comments

2 Responses to “Dopo il cenone… un po’ di digiuno…”
  1. Dario scrive:

    Grazie per aver condiviso quest’esperienza. Essere presenti in quello che si fa laddove siamo è qualcosa che dovremmo riproporci nel quotidiano ma che spesso dimentichiamo a partire dall’ufficio in cui lavoriamo dove spesso e volentieri anteponiamo gli strumenti alle relazioni.

  2. Edoardo Bellafiore scrive:

    Verissimo. Siamo talmente abituati ad essere sempre connessi da rischiare di scordarci la bellezza e la potenza del silenzio. La “disconnessione” dovremmo imporcela ogni tanto, ci farebbe bene! “Silence is the perfectest herald of joy” (Shakespeare)

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