Tuesday, November 13th, 2018

Opinioni e fatti

luglio 31, 2012 by  
Filed under Decision making, Primo piano

Nell’ambito del decision making il suggerimento più frequente è “concentratevi sui fatti” “partite dalle evidenze” ecc. perché insistere tanto su questo? Possibile che le opinioni influenzano tanto il nostro modo di decidere?
Noi tutti siamo circondati da “opinioni generalizzate” e per la nostra serenità abbiamo bisogno di questo tipo di certezze…fu una di queste opinioni generalizzate che segnò la progettazione del Titanic. All’epoca per periodicità storica (erano decenni che non si manifestavano grandi naufragi) per motto (il Titanic era definito come l’inaffondabile) e cultura (fiducia cieca nella tecnologia) i progettisti partirono dall’assunto che il Titanic non potesse affondare e questo li portò a non prendere proprio in considerazione l’eventualità che si potesse manifestare un naufragio ragion per cui furono installate meno scialuppe, non furono previsti compartimenti a tenuta stagna, ecc.
I fatti come sappiamo erano differenti ed insieme alla chiglia contro l’iceberg si frantumò anche l’opinione.
Pensate al vs vissuto su quante opinioni prendiamo le ns decisioni senza la minima evidenza.
Clienti dai quali non ci presentiamo perché “tanto è inutile”, prodotti che abbandoniamo “perché non c’è speranza”, aumenti che non chiediamo “perché tanto non me lo daranno”, colleghi con i quali non collaboriamo “perché non condividono”.
In questi casi a me aiuta molto mia moglie che con sano spirito realistico mi dice:
“Hai provato? Cosa ti costa farlo?”
Delle volte basta una domanda per passare da una opinione a dei fatti

Comments

2 Responses to “Opinioni e fatti”
  1. Valerio scrive:

    Ho trovato interessante quanto scrivi perchè proprio recentemente ho avuto modo di approfondire il discorso delle “domande giuste” da fare. L’analisi dei soli fatti tratta a “situazione esistente”, della quale è sicuramente utile avere un quadro dettagliato, ma è assolutamente insufficiente a prendere qualsiasi decisione che abbia un fondamento solido. Si può e si deve avere il coraggio di passare dalla “situazione” ai “problemi” , nostri o dell’interlocutore, che abbiamo davanti. Porsi domande sui problemi ci pone davanti un naturale imbarazzo, ma i benefici della consapevolezza superano di gran lunga i benefici di una analisi della situazione. Scendere i profondità ed ampliare le domande anche alle “implicazioni” dei singoli problemi ci porta , laddove possibile, a capire anche i benefici delle decisioni da prendere (in un senso o nell’altro).

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