Tuesday, November 13th, 2018

Le Qualità Autentiche

maggio 5, 2011 by  
Filed under Managing oneself, Primo piano

Ho avuto modo di conoscere Daniel Ofman e di assistere ad un suo seminario incentrato su quelle che lui definisce le “Core Qualities”, ovvero le Qualità Autentiche.

 

Ofman offre un modello tanto semplice quanto efficace per  l’individuazione dei propri punti di forza e di debolezza, costituendo pertanto un valido strumento per affinare la propria “self awareness”

C’è un importante presupposto nell’utilizzo di questo modello, che vuole ci siano tre diversi approcci al processo di sviluppo:

 

  • IT (“esso”) – è un approccio che prevede l’avvicinamento alle cose, lavorando su di esse attraverso sistemi, procedure, regolamenti, strutture   e processi di lavoro. Il principio di base di questo approccio è la “misurazione della conoscenza” e le decisioni sono basate sui “fatti”, più che sulle opinioni
  • WE (“noi”) – è un approccio orientato alla cooperazione, al lavoro di squadra e all’identità. È un approccio che si basa sul principio di prestare attenzione a ciò che unisce le persone e a ciò che è “giusto” fare.
  • I – (“io”) – è l’approccio che enfatizza l’iniziativa personale, oltre che la volontà e la responsabilità individuale, per compiere scelte e agire in modo creativo invece che reattivo. Non si tratta di tecniche o abilità, ma di “sviluppare la coscienza”.

approcci di sviluppo

Il “Four Quadrant Model” è un modello che si applica alla sfera dell’ “io”, e pertanto, come già detto in precedenza, è uno strumento per accrescere l’auto-consapevolezza. Secondo questa visione non ha senso pianificare il proprio sviluppo personale, è un approccio tipicamente IT applicato al mondo I.

Il “Four Quadrant Model”

Principalmente questo modello consiste nel tracciare quattro quadranti:

  1. Nel quadrante in alto a sinistra va quella che riteniamo essere una nostra “Core Quality” (qualità autentica).
  2. Successivamente occorre immaginare a cosa porti l’eccesso della qualità appena riconosciuta, individuando così un nostro “Pitfall” (trappola), ovvero qualcosa che dobbiamo evitare di fare. Il Pitfall va inserito nel quadrante in alto a destra.
  3. È possibile quindi individuare quelle che sono le nostre “Challenge” (sfida). Una sfida è qualcosa che non ci viene di fare pontaneamente, ma richiede un certo sforzo ed è possibile individuarlo come opposto positivo della nostra trappola. Va inserito nel quadrante in basso a destra.
  4. L’ultimo passo del modello consiste nel valutare quelle che sono le nostre “Allergy” (allergia), ovvero quelle caratteristiche nelle persone che scatenano in noi reazioni negative. Per individuare le allergie è sufficiente pensare a cosa porta l’eccesso della nostra sfida e scriverla nel quadrante in basso a sinistra.

Come verifica è possibile osservare che la nostra allergia sarà proprio l’opposto della nostra qualità autentica

Per rendere più chiaro l’utilizzo del modello riporto di seguito un esempio che parte dalla core quality “proactiveness”, il cui eccesso porta alla trappola “too busy”, il cui opposto, ovvero la sfida è riposarsi il giusto (“taking rest” ) evitando l’allergia della pigrizia (“laziness”).


Potete utilizzare questo strumento relativamente a tutte le qualità autentiche che vi riconoscete e non limitarvi ad una soltanto.

Altro aspetto interessante è che questo modello in realtà, essendo ciclico, è possibile compilarlo a partire da qualsiasi quadrante. Anzi,
tipicamente è più facile riconoscere quelle che sono le nostre trappole e allergie (perché le riconosciamo negli altri o sono proprio gli altri a segnalarcele) e utilizzare quei quadranti come punti di partenza per scoprire poi quelle che sono le nostre qualità autentica.

Ovviamente questo modello può essere applicato anche agli altri e consente di avere una diversa chiave di lettura dei comportamenti delle persone che ci stanno vicine, in relazione alle nostre caratteristiche.

Riferimenti:

Daniel Ofman, Core Qualities. A Gateway to Human Resources

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