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Il programma di continuità per gli ex-allievi della formazione manageriale ELIS

“Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia a lavorarci”_ABSTRACT_Social Dinner with Maria Cristina Papetti&Annalisa Galardi_Milano_06/07/2015

Posted on luglio 28, 2015 in family event, foto, News, Reunion

Carissimi Alumni & Friends,

è per me un grande piacere condividere con voi tutti il racconto della Social Dinner milanes che ha visto come protagoniste Maria Cristina PapettiResponsabile Sustainability Projects and Practice Sharing di Enel Group e Annalisa Galardi, consigliere Fondazione Adriano Olivetti direttamente dalla “voce” di una nostra Alumna Valentina Marini, HR Consultant presso GSO.

“E’ stata una serata particolarmente “calda” quella del sei luglio nella sede Fastweb di via Caracciolo a Milano. In questo caso non mi riferisco al tormentone del periodo estivo; qui la temperatura è stata scaldata dai “cuori” delle relatrici…

Maria Cristina Papetti  e Annalisa Galardi con grande entusiasmo hanno dimostrato come effettivamente si possa parlare contemporaneamente di business e di processi sociali, di impresa e territorio. L’impresa può fare progresso sociale: ne abbiamo dimostrazione dall’esperienza lungimirante di Olivetti; ne abbiamo la conferma dai tanti progetti portati avanti da Enel. Win-Win tra business e società: questa possibilità “ce la siamo portati a casa” in termini di consapevolezza.

Abbiamo trascorso una serata all’insegna del racconto di due storie diverse ma accomunate dall’ “umanizzazione” del business: da una parte una multinazionale, Enel, che contribuisce con diversi progetti allo sviluppo di vari Paesi in tutto il mondo; dall’altra un uomo, Adriano Olivetti, che ha portato al successo la sua azienda (di fatto la prima multinazionale), guardandola come motore sociale dello sviluppo della nostra civiltà, per il progresso di tutti, per un benessere diffuso.  L’evento è stato aperto da Maria Cristina Papetti che, con una grande energia, ha raccontato il cambiamento di prospettiva adottata consapevolmente negli ultimi anni da Enel: “Ora siamo orientati alla creazione di valore condiviso. Creare valore sociale e business simultaneamente: Creating Shared Value, fare investimenti competitivi a lungo termine per l’azienda, perseguendo allo stesso tempo obiettivi sociali e ambientali”. Un orientamento che si può sintetizzare nelle parole di M. Porter & Mark R. Kramer (2011), da lei stessa citate come riferimento: “Policies and operating practices that enhance the competitiveness of a company while  simultaneously advancing economic and social conditions in the communities in which it operates. Shared value creation focuses on identifying and expanding the connections between societal and economic progress.”

Un attenzione proattiva più che reattiva, quindi, quella di Enel; un valore condiviso attraverso azioni sinergiche: generare un vantaggio misurabile per il progetto, soddisfacendo allo stesso tempo le esigenze sociali e/o migliorando le condizioni economiche delle comunità 

Come si può creare concretamente valore condiviso? La Papetti, con delle emozionanti video-testimonianze su alcuni dei progetti realizzati da Enel, ha dimostrato come tutto questo sia possibile attraverso l’analisi e la comprensione del contesto dal punto di vista sociale, storico, culturale e ambientale; la buona gestione delle relazioni con tutti gli stakeholders; l’individuazione delle azioni rilevanti per i soggetti interessati; la contemporanea analisi del valore e dei costi; la condivisione e l’aggiornamento costante di tutte le funzioni aziendali coinvolte, così da garantire una visione integrata della storia del progetto in qualsiasi momento. Oltre agli importanti spunti di riflessione, la testimonianza di Maria Cristina Papetti mi ha trasmesso l’importanza della passione verso il proprio lavoro. Un engagement, quello della relatrice, non solo affidato alle parole ma dimostrato da una particolare, e viva luce negli occhi. Probabilmente vede spesso i video che ha mostrato durante il suo speech, ma quella sera nei suoi occhi c’era l’emozione di chi non si stanca di rivivere quei momenti perché è tanto l’orgoglio di sentirsi parte del grande progetto aziendale. Questo sembra dimostrare che se è necessario garantire il raggiungimento dei risultati, è altrettanto fondamentale creare del “valore umano” perché la soddisfazione nel farlo è un vero e proprio attivatore di energia positiva per continuare a fare business.

 La seconda storia, raccontata da Annalisa Galardi, poteva in qualche modo sembrare già sentita. Si parla molto di Olivetti in questi anni e per varie ragioni: dall’innovativa organizzazione del personale e metodologia di lavoro, ancora riferimento nel campo delle Risorse Umane; all’eccellenza tecnologica, l’innovazione e l’apertura verso i mercati internazionali. Questo momento, però, è stato caratterizzato da una diversa e coinvolgente chiave di lettura data dalla Galardi alla storia dell’imprenditore: partendo dal futuro e ripercorrendo successivamente il passato, ha chiuso la sua testimonianza con il nostro presente. Narrazione che ha così dato la possibilità di far rivivere la grande attualità del pensiero di Olivetti. Ha iniziato strappando un sorriso con una simpatica introduzione: “Ai giorni d’oggi parlando di Adriano Olivetti i giovani direbbero: Adriano Olivetti… You Rock!”. Sì, perché di fatto, come lei stessa ha spiegato, l’imprenditore di Ivrea può essere definito come “un uomo nato un secolo troppo presto, con il futuro nello sguardo”. Un pensiero così proiettato nel futuro da essere attualissimo. Rileggendo, infatti, oggi i tratti distintivi del suo pensiero potremmo utilizzare parole per noi in questo momento di fondamentale importanza: Glocal Thinking, Open Innovation e Community.  La Galardi lo ha illustrato dettagliatamente il rapporto tra impresa e territorio facendo riferimento a 3 parole chiave:

  • Progetto, come capacità di gettare in avanti il pensiero (pensiero “lungo”, strategico) e intorno (pensiero “largo”, sistemico). Sempre con una forte tensione realizzativa, in ambiti che hanno spaziato dall’impresa, all’urbanistica e all’architettura, alla politica, all’estetica
  • Cultura della conoscenza condivisa in una comunità coesa e capace di crescere. Apprendimento continuo e innovazione come leve di sviluppo  di una comunità in cui regni e si diffonda il benessere materiale e spirtuale
  •  Integrazione, un pensiero e un’azione inclusivi, capaci di conciliare apparenti  opposti come città e campagna, uomini e donne, Italia ed estero, tecnologia e umanesimo.

Tutto ciò che ha messo in atto anni fa Olivetti sembra siano pilastri su cui piano piano ora le aziende stanno indirizzando le organizzazioni: ricostruzione delle fondamenta filosofiche del management attraverso l’individuazione di un fine più elevato; idee di comunità e cittadinanza come parte integrante nei sistemi di gestione; valorizzazione delle diversità come ricchezza.

Abbiamo chiuso la bella serata proprio con una delle più celebri frasi di Olivetti: “Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia a lavorarci. E allora può diventare qualcosa di infinitamente più grande.” E, come rifletteva in plenaria la Galardi, questa stessa frase oggi in azienda Olivetti potrebbe dirla così: “Abbiate Vision e Spirito di Execution!”.

Slide presentazione Maria Cristina Papetti

Slide presentazione Annalisa Galardi

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